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Shopping? Sì, ma etico e rispettoso dell’ambiente!

Qualche settimana fa, su Instagram abbiamo discusso di scelte etiche nell’abbigliamento e l’argomento ha suscitato un discreto interesse.

Tutto è partito da un documentario del 2015 che si chiama “The true cost”, disponibile su Netflix,  diretto da Andrew Morgan e co-prodotto da Livia Firth, la moglie del nostro amato Colin Firth. Il film racconta i risvolti della fast fashion, e il vero costo “umano” dei capi di abbigliamento che ci procuriamo a pochi euro nelle maxi catene come Zara, Promod, e simili.

L’acquisto smodato di abbigliamento, spesso di scarsa fattura, ha conseguenze devastanti sul pianeta (l’industria dell’abbigliamento è la seconda più inquinante al mondo) e su migliaia di esseri umani che lavorano per pochi miseri euro all’ora per la produzione di capi che indossiamo.

Sono cose che sappiamo già, giusto?

Siccome mi piace di più trovare soluzioni che porre problemi senza risposta, dopo qualche settimana di ricerca vi lascio qualche consiglio su come acquistare in modo più consapevole, senza rinunciare a possedere bei capi e a vestirsi alla moda. In fondo all’articolo troverete anche una breve lista di marchi di accessori etici (scarpe, borse, occhiali, gioielli e biancheria).

Alla fine dell’articolo troverete anche un’ applicazione da scaricare sul cellulare se volete una guida semplice ed intuitiva per orientarvi nella giungla della moda.

  1. Comprare meno capi 

Il primo consiglio è banale: acquistare meno!

Sì, ma come rendersi indipendenti dall’abitudine di comprare anche ciò che non ci serve?

Se non siete Rebecca Bloomwood (i fan di I love Shopping capiranno!), potreste iniziare a pensare che è meglio investire in pochi capi, ma di buona qualità, che in molti capi che indosserete pochissime volte. Quando date via abiti che non vi piacciono più ma che avete portato poco, vi dispiace no?

Ho da poco finito di leggere l’Arte del riordino di Marie Kondo e se c’è una sola cosa che ho ritenuto del libro è che quando si posseggono meno cose, se ne ha più cura e si apprezzano di più.

Un armadio pieno di roba ammassata e che spesso di dimentichiamo di avere, non è un buon modo per apprezzare ciò che abbiamo. Non è avere centinaia di abiti che ci farà sentire meglio, ma avere capi che ci fa piacere indossare, che ci valorizzano, che ci fa piacere ritrovare nell’armadio l’anno successivo.

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Quando avrete eliminato il superfluo, sarà più facile capire di che cosa avete veramente bisogno.

Spendere un po’ di più per capi di qualità migliore, fa sì che ci verrà più voglia di tenerli con cura e ci farà anche affezionare a loro. Attenzione, ho detto spendere di più per avere migliore qualità, non per avere necessariamente capi firmati, che non sempre corrispondono a qualità migliore (e neppure a condizioni di lavoro più umane).

Infine, evitare le trappole commerciali: saldi, Black Friday, possono essere ottime occasioni per risparmiare ma anche per spendere per beni che non avremmo mai acquistato, con la falsa impressione di “aver fatto un affare”.

Se non ho bisogno di un nuovo paio di scarpe, avrò pure speso solo 50 euro anziché 100, ma ho comunque speso 50 euro di troppo.

Fatevi una lista di capi che vi servono: alla prima occasione di promozioni/saldi, verificate se c’è. Altrimenti, passate oltre!

2. Comprare capi di seconda mano

Dimenticatevi i mercatini delle pulci pieni di sedie stile Impero e vecchi ritratti di Napoleone, al giorno d’oggi si fanno ottimi affari acquistando capi di seconda mano spesso praticamente nuovi.

Una delle conseguenze della fast fashion, infatti, è che molti acquistano capi che poi non indossano: ecco che possiamo dare loro avere una seconda vita! I marchi che acquisterete non sono necessariamente etici, ma è etico il fatto di evitare che vadano distrutti e poterli indossare ancora.

Dove?

  • In molte città si trovano negozi fisici dove poter acquistare abiti di seconda mano (ad esempio, a Torino, troverete Seconda Manu, in corso Francia n.25, Mercatopoli).
  • Ovviamente online: scaricatevi l’app Depop, facile ed intuitiva, dove potrete sia acquistare sia vendere i vostri capi dismessi. C’è tantissima scelta di capi, perlopiù di grandi firme, e le transazioni sono sicure (PayPal).2

 

3. La mia selezione di marchi

Veniamo al punto più difficile, trovare marchi etici per acquistare capi nuovi. I requisiti su cui mi sono basata per sceglierli sono:

  • metodi di produzione/utilizzo di materiali poco inquinanti
  • attenzione al rispetto dei diritti umani dei lavoratori
  • portabilità dei capi

Rispetto chi ama lo stile etnico, purtroppo a lavoro non mi posso presentare con i pantaloni in canapa stile Prince of Persia e maglioncini con lama disegnati che vendono nei negozi Equo&solidale. Quindi ho selezionato marchi che producono abiti classici, alla moda e portabili!

  • Scarpe: Minuit sur terre. Trattasi di una marca francese, nata solo due anni fa, che produce pochi modelli di scarpe, sia da donna che da uomo, vegane e con materiali eco friendly. Niente cuoio, quindi, ma neanche plasticaccia: le suole sono create a partire da scarti di cereali, le scarpe sono in simili pelle di alta qualità (materiali italiani). Sono belle, eleganti, hanno un prezzo onesto e insieme alle scarpe riceverete un’illustrazione fatta a mano e una scheda che vi spiega come prendervene cura. Su Instagram potrete seguire tutte le tappe di produzione, dal disegno del modello alla loro fabbricazione. Io ho preso un paio di sandali per l’estate che non vedo l’ora di indossare.

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Clicca qui per vedere la loro collezione

  • Pirovega marchio italiano che produce scarpe vegane ed etiche. A Torino, trovate il negozio fisico in Via Fratelli Calandra, altrimenti c’è lo shopping online.
  • Occhiali da sole: La Marca Waiting for the sun offre un’ampia scelta di occhiali da sole con montatura in legno e bioplastica 100% riciclabile e biodegradabile. Ci sono modelli da uomo e da donna, e le lenti hanno tutte fattore di protezione n. 3.
  • Gioielli: Aglaia & co.. propone gioielli fatti con materiali preziosi e pietre semi preziose, prodotti in condizioni di lavoro etico. Una parte del ricavato degli acquisti viene devoluta ad associazioni no profit, molto spesso a sostegno dei diritti delle donne. Le Tiroir de Lou, marca belga di gioielli preziosi e semi-preziosi fabbricati in maniera etica e rispettosa dell’ambiente.
  • BorseMatt & Nat, borse, scarpe e accessori di simil cuoio di alta qualità e dal design classico ed elegante. (fascia di prezzo alta).
  • Biancheria intima: Luva Huva, biancheria intima  e pigiami prodotta nel Regno Unito, a prezzi molto competitivi e dal design ricercato
  • Bonobo Planet:  per jeans 100% ecologici, sia per i materiali usati sia per i trattamenti, a costi non elevati. I modelli sono molto carini! Con il vostro acquisto, potrete anche scegliere di donare una parte del ricavato ad un’associazione benefica a scelta.

Infine, ho scoperto l’esistenza di un applicazione che vi aiuterà a capire se un marchio è etico ed ecologico oppure no, sempre sulla base degli stessi criteri.

L’applicazione è Good on you: è gratuita e facile da usare.

Inserite il nome della marca e questa vi indicherà quali informazioni si sanno su come questo marchio lavora, il suo impegno per l’ambiente.

 

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